Il cibo ben presentato, saporito e genuino, consumato insieme agli amici rallegra lo stomaco e anche l’animo.
Ma anche al di là di questo, il cibo può migliorare o peggiorare il nostro umore poiché partecipa alla regolazione di quei neurotrasmetitori che fanno funzionare il nostro sistema nervoso.
Che lo stomaco sia dotato di un proprio cervello è una recente acquisizione della scienza, ma l’uomo lo ha sempre saputo. (Anche lo stomaco ha un cervello!) Diciamo che il cibo può influenzare positivamente o negativamente l’umore non solo per una questione di palato, ma per le reazioni chimiche innescate dai cibi.
Le sostanze che regolano i toni dell’umore agendo sui neurotrasmettitori, ovvero i “messaggeri” in viaggio verso il nostro cervello e il sistema nervoso, sono la serotonina e la dopamina.
La serotonina produce un senso di sazietà e di soddisfazione. E’ prodotta in gran parte dall’intestino e successivamente migra al cervello. Essa concilia il sonno, regola la temperatura corporea, il consumo degli zuccheri, migliora la concentrazione il buon umore, riducendo gli stati di aggressività e di angoscia.
La noradrenalina (o norepinefrina) è un ormone sia prodotto dal surrene (adrenalina) sia un neurotrasmettitore prodotto dal sistema nervoso centrale e periferico.
Viene tilasciata in grande quantità in risposta ad un intenso stress fisico o psicologico.
Per produrre queste molecole, il nostro organismo utilizza certi aminoacidi (triptofano e tirosina), derivati dalla digestione dei cibi che assumiamo.
Quando ci sentiamo giù, spesso istintivamente aumentiamo il consumo degli alimenti dalla cui digestione il nostro organismo può produrre questi aminoacidi in grande quantità.

Alcuni alimenti che possono far parte della nostra dieta del buonumore.

Vere e proprie fonti di serotonina sono il cacao ed il cioccolato fondente, le noci, i kiwi, l’ananas, le ciliegie visciole, i pomodori, le banane e le prugne.
Ecco spiegato il desiderio di mangiare cioccolato quando ci sentiamo in crisi!

Il triptofano è presente nei semi di soia, di sesamo e di girasole, nelle patate, nel cioccolato fondente, nelle banane, nel riso, nei cereali a foglia verde, nelle noci e nelle mandorle.

Il peperoncino con il suo gusto piccante sollecita le terminazioni nervose della lingua e della bocca che mandano segnali al cervello tali da indurlo a produrre più endorfine, efficacissimi antistress. Un’ora dopo l’ingestione del peperoncino, vi è un aumento di ormoni corticosteroidi, con miglioramento del tono generale e della resistenza alla fatica mentale.

Anche le sardine possono essere considerate un cibo del buonumore. Sono infatti ricche di tritofano e tirosina, di selenio e di zinco che migliorano il tono dell’umore.
Il grasso delle sardine poi è ricco di “omega3” , che sembra migliori le capacità delle cellule nervose di legarsi alla serotonina.

La cucina del buonumore non può certo trascurare le erbe aromatiche. Il basilico in particolare, oltre ad insaporire i cibi e facilitarne la digeribilità, contiene sostanze preziose per il cervello, come la colina, un nutriente essenziale per la formazione dei fosfolipidi, importanti per la salute dei tessuti nervosi.

Da evitare, invece…

Anche se regala un benessere immediato, la tazzina di caffè in realtà provoca una diminuzione del livello di serotonina. E’ bene quindi evitare di bere caffè o latre bevande ricche di caffeina, o almeno diminuirne la quantità.