Sono sempre stupita nel vedere la reazione di molte donne  alla diagnosi di fibromatosi. Ancora oggi questa diagnosi spaventa, forse perchè per le nostre madri e le nostre nonne avere un fibroma equivaleva a perdere l’utero.
Comunque, noi donne sappiamo bene che, anche se ad un certo punto della nostra vita l’utero “diventa inutile” perchè non serve più ad avere figli, l’immagine della nostra femminilità è più “integra” se questo organo non viene asportato.
In realtà, l’inspessimento della parete muscolare dell’utero in toto (fobromatosi) o solo di una zona (fibroma o mioma) è una malattia benigna tipica della terza-quarta decade della vita.
 

I sintomi del fibroma

I flussi sono più ferquenti, più abbondanti, di lunga durata, talvolta dolorosi. Fibromi di grosse dimensioni, talvolta di 10-15 centimetri, comprimento la vescica ed il retto, possono determinare disturbi urinari e alla defecazione, oltre ad un senso di peso.
Talvolta i sanguinamenti sono più frequenti per i piccoli fiobromi. Ma in molti casi si scopre di avere un fibroma solo nel corso di una visita ginecologica o di un’ecografia pelvica.
 

La diagnosi

La palpazione dell’utero o l’esecuzione di un’ecografia pelvica sono sufficienti ad una diagnosi definitiva.
 

Come si cura un fibroma

I fibromi di piccole dimensioni, se non provocano fastidio e non tendono a crescere rapidamente, vengono lasciati al loro posto e controllati nel corso del loro sviluppo con ecografie periodiche. In postmenopausa infatti, mancando lo stimolo ormonale, il fibroma lentamente regredisce.
Se invece si desidera una gravidanza, i fibromi possono essere asportati in laparoscopia, conservando l’utero.
I fiobromi di piccola o media dimensione sono asportabili con tecniche chirurgiche molto meno invasive di un tempo. Spesso in laparoscopia, o con un piccolo taglio al livello dell’ombelico o, se la posizione lo consente, in corso di isteroscopia operativa.

da Lidia La Marca – Libere di star bene