La cronobiologia (dal greco kronos, tempo) è la scienza che studia le fluttuazioni periodiche degli organismi viventi.

Tutti le funzioni biologiche, da quelle degli organismi monocellulari a quelle degli esseri umani, hanno un andamento ritmico, periodico.

Vi sono ritmi che si misurano in secondi, come la respirazione, altri che durano un giorno, come il ritmo sonno veglia, altri ancora un mese come il ciclo mestruale. Vi sono anche ritmi più lunghi, come quelli delle patologie stagionali piuttosto che depressioni cicliche.

Il più noto dei ritmi circadiani, che ha la durata di un giorno, è quello del sonno e della veglia. Fra i viventi, solo gli esseri umani sono in grado di variare questi ritmi, spostandoli ed alterandone le caratteristiche. Pensiamo ad esempio a chi lavora di notte e quindi è costretto a dormire durante il giorno. Il disallineamento dal ritmo biologico ha sempre effetti negativi, sia immediati che a lunga scadenza.

E’ ormai certo che la sincronia fra ritmi circadiani e ambiente ottimizza i processi fisiologici ed è necessario alla sopravvivenza degli organismi.

I ritmi biologici possono essere modificati alterando il ritmo luce-buio ma tendo a ripristinarsi se si elimina l’alterazione.

La centralina di comando dei ritmi circadiani nell’organismo è posizionata a livello di ipotalamo (cervello). Ma anche il fegato ed il tessuto adiposo si autoregolano in base a ritmi circadiani.

Si ipotizza che ogni cellula possieda dei geni “orologio” che controllano i meccanismi enzimatici ed il sistema di trasporto, dunque il metabolismo.

Ne deriva che l’alterazione dei ritmi circadiani provoca alterazioni metaboliche. Numerosi studi hanno evidenziato il legame fra alterazioni degli “orologi” cellulari e malattie come il diabete, l’obesità, l’ipercolesterolemia.

L’ambiente dunque influenza i ritmi circadiani con

  • il rapporto luce-buio che agisce sull’orologio centrale
  • l’alimentazione che agisce sugli orologi periferici modificando le secrezioni ormonali

Il relazione al cibo, prima del pasto si producono azioni anticipatorie specialmente nel tratto intestinale. Probabilmente la sede di questo controllo risiede nello stomaco ed è grazie a questo controllo che la motilità del colon, così come la concentrazione degli enzimi digestivi, è massima di giorno e minima di notte.

Questo è uno dei motivi per cui è sconsigliabile mangiare di notte.