La cistite ricorrente, cioè l’infiammazione della vescica per l’arrivo di germi patogeni, è un disturbo tipicamente femminile, spesso provocato dall’escherichia coli, un germe di origine intestinale.

Sappiamo che episodi frequenti aumentano la probabilità di averne altri. Da qui la necessità di conoscere le regole igieniche per prevenire altri attacchi e che l’episodio acuto sia sempre curato in modo appropriato, evitando il “fai da te”.
Ogni anno, circa il 30 percento delle donne ha uno o due episodi acuti e la frequenza aumenta con l’età e le gravidanze. Questo disturbo interessa anche le bambine. Le motivazioni sono numerose: anatomiche, ormonali, funzionali.

L’uretra è molto più corta nella donna rispetto all’uomo e i germi estranei possono risalire con grande facilità. Le infezioni ripetute in epoca infantile alterano le difese della vescica rendendola più vulnerabile alla cistite in età adulta. Ecco perché bisogna insegnare, anche alle bambine piccole, a pulirsi dall’avanti all’indietro, mai il contrario, per non contaminare la zona: un piccolo residuo di feci contiene infatti milioni di germi.
La vicinanza con la vagina rende la vescica sensibile ai traumi “meccanici” che possono scatenare improvvise cistiti (andare in bicicletta a lungo, avere un rapporto sessuale).
Tipica è la cistite da “luna di miele”, che compare entro 72 ore dopo il rapporto,spesso un’infiammazione meccanica, senza germi evidenti all’esame delle urine.

Le infezioni vaginali, che determinano la scomparsa della flora protettiva(Lactobacillus acidophilus), causano l’aumento dei germi negativi, che alterano il pH, favorendo la risalita, in uretra, dei germi fecali.
Gli estrogeni femminili favoriscono la salute dell’uretra e del trigono vescicale difendendoli dalle infezioni sia dai traumi meccanici.
La cistite è favorita dalla stitichezza, talvolta conseguenza di una alimentazione ricca di proteine e scarsa in frutta e verdura e di attività fisica scarsa. La “stagnazione” delle feci nell’ampolla rettale facilita le infezioni vaginali e delle prime vie urinarie.

Il freddo, se l’addome non è ben caldo, può provocare una vasocostrizione alle basse vie urinarie che agevola la cistite, almeno nelle donne più sensibili.
Infine, donne con difese immunitarie vescicali ridotte per costituzione o con malformazioni dell’uretra, sono soggette a cistiti ricorrenti.
Di fronte ad un episodio acuto o a episodi numerosi, è importante consultare uno specialista per identificare il meccanismo che ne è la causa ed evitare di curare solo i sintomi, come spesso avviene spinte dall’urgenza di avere un sollievo immediato.

Le regole d’oro per combattere la cistite
Più fibre e movimento: chi soffre di stitichezza prima o poi incappa nella cistite. Perciò arricchire la dieta di frutta, verdura e cereali integrali e fare movimento. Bere molto L’acqua agevola la funzionalità dell’intestino e diluisce la carica dei batteri nella vescica.
Svuotare spesso la vescica.
Occhio all’igiene in bagno: pulirsi e asciugarsi dall’avanti all’indietro. Fare sempre il bidè dopo la defecazione e dopo i rapporti sessuali, usando un detergente intimo con un pH leggermente acido (6,5). Le lavande vaginali possono peggiorare la situazione. Gli assorbenti esterni sono preferibili e i tamponi vanno cambiati ogni due ore.
Vestiario: evitare la biancheria sintetica e i pantaloni troppo aderenti perchè ostacolano la normale traspirazione e facilitano la proliferazione dei germi.
Le proprietà del mirtillo: abbassare il pH delle urine impedisce ai batteri di attecchire alle pareti della vescica. La tradizione attribuisce questa capacità al mirtillo ma, recentemente numerosi studi ne hanno confermato l’azione protettiva. Pare che bere 300 ml di succo di mirtillo al giorno riduca di circa il 50 per cento la ricomparsa delle cistiti.